Ambiente in pericolo: i ghepardi a rischio estinzione

Ormai è noto a qualsiasi latitudine che uno dei maggiori problemi riguardanti l’ambiente è quello legato al rischio estinzione a cui vanno incontro diverse specie animali che sono nell’immaginario collettivo anche grazie a documentari, film d’animazione e non solo. E dopo il recente allarme riguardante le giraffe, in questi ultimi giorni è stata la volta di quello legato al ghepardo.

L’allarme lanciato dalla Zoological Society of London

La Zoological Society of London e la Wildlife Conservation Society hanno lanciato un vero e proprio grido d’allarme, che è stato pubblicato sulle pagine del Proceedings of the National Academy of Sciences e che riguarda il mammifero che è considerato il “Re” della velocità in natura, considerando che è capace di prodursi per brevi tratti in una corsa che può raggiungere i 100 km/orari, toccando a volte anche punte di 110 km/orari.

Ovviamente il riferimento è al ghepardo, di cui, dati aggiornati alla mano, vi sono in tutto il mondo poco più di 7000 esemplari e per la precisione 7100 definibili come allo stato “brado”. La loro diffusione da un punto di vista geografico è assai limitata, considerando che sono rinvenibili solo in sei Paesi africani e in Iran: in quest’ultimo paese va comunque detto che se ne contano solo una cinquantina.

Le cause dietro il rischio estinzione

Per capire la gravità della situazione e che sta decisamente preoccupando quanti lottano per la salvaguardia dell’ambiente, basta pensare al fatto che la superficie su cui attualmente vivono i ghepardi è pari a meno del 10% di quella che occupavano in passato, quando l’attività dell’uomo non incideva in modo così preponderante sull’ambiente nelle sue varie sfaccettature.

La prima causa che sta alla base della drastica diminuzione del numero di ghepardi (nel solo Zimbabwe, dal 2000 ad oggi vi è stato un calo di quasi mille unità, passando dai 1200 ghepardi di inizio anni duemila ai circa 160 attuali) è l’attività edilizia e agricola dell’essere umano, che ha reso sempre più ristretti gli ambiti spaziali in cui questi mammiferi si possono muovere e di conseguenza più complicato procurarsi il cibo per sopravvivere.

Tra le altre cause che ci si preoccupa dell’ambiente e dei suoi delicati equilibri ha denunciato, vi sono anche l’attività di caccia illegale e gli interessi di natura economica: basti pensare che un cucciolo di questo mammifero può fruttare anche diecimila dollari e questo sembra essere un motivo che spinge molti a impegnarsi in un commercio illegale ed eticamente inaccettabile, sia per ragioni legate all’ambiente, sia per ragioni legate al rispetto che è dovuto a questi animali, che sono vera e propri parte della natura africana.

Quali soluzioni per evitare l’estinzione?

Tra le soluzioni che sono state proposte nel corso degli anni vi è quella di incentivare i Paesi dove si trovano i pochi esemplari di ghepardi rimasti a incoraggiarne l’allevamento privato: tuttavia questa soluzione è criticata dalle associazioni animaliste e da quelle che si occupano di ambiente e non sembra trovare riscontri positivi nemmeno tra le opinioni pubbliche, che percepiscono come pericolosissima una attività del genere.

Al di là della bontà o meno delle soluzioni proposte, chi si occupa di ambiente e di tutela degli animali, dopo questo allarmante rapporto è tornato ad invocare un impegno più concreto da parte non solo dei governi dei Paesi coinvolti, ma anche della Comunità Internazionale nel suo complesso.

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