La MotoGP deve fare i conti col problema sicurezza

La morte di Luis Salom, avvenuta nel corso del Gran Premio di Barcellona, ha riproposto ancora una volta il problema della sicurezza sui circuiti motociclistici.
Un problema forse sottovalutato, ma da risolvere al più presto per non dover poi piangere per tragedie che potrebbero forse essere evitate. Un tema sempre più pressante per la MotoGP e per le altre categorie che compongono il Circus, ove una banale scivolata può mettere a repentaglio la vita dei piloti.

Casey Stoner segnala la pericolosità del Gran Premio d’Austria

Anche Casey Stoner ha affrontato il problema della sicurezza nel corso di una recente intervista in cui il pilota australiano due volte campione di MotoGP ha voluto sottolineare i pericoli del Gran Premio d’Austria. Secondo Stoner, infatti, le vie di fuga verniciate della pista austriaca, invece di rallentare i piloti potrebbero aumentarne la velocità in caso di pioggia.

Inoltre ha ricordato come troppo spesso il problema della sicurezza sia messo in secondo piano rispetto alle prestazioni, esponendo di conseguenza i piloti a rischi troppo grandi.

Il pilota australiano non ha poi esitato a mettere sotto accusa proprio le vie di fuga, ricordando come invece di rappresentare una misura di salvaguardia si trasformino in un vantaggio per quei drivers che amano staccare alla fine, consentendo loro di andare dritto. In tal modo, quindi, i piloti sono incentivati a rischiare e non a frenare, aumentando le incognite. Una critica che andrebbe assolutamente presa in considerazione.

Lorenzo e il problema della pioggia

Anche la pioggia, quindi, può diventare un pericolo di grande rilievo, come del resto ha ricordato di recente Jorge Lorenzo, attuale campione di MotoGP. Il pilota iberico è stato protagonista nel recente Gran Premio disputato sul circuito di Assen di una gara in tono minore, frenato proprio dalla pista bagnata, che ha dimostrato ampiamente di non gradire. Il maiorchino ha affermato di non riuscire ad essere competitivo quando piove non solo perché la Yamaha non è facile da guidare sulla pista scivolosa, ma anche perché non si sente sicuro. MotoGP

Un problema psicologico che fa capire chiaramente come alcuni piloti non si sentano garantiti al massimo, soprattutto su alcuni circuiti. Il caso di Lorenzo è stato abbastanza macroscopico, se si pensa che ad Assen è arrivato in decima posizione, ma soltanto grazie al ritiro di ben nove avversari, che gli ha permesso infine di recuperare molte posizioni rispetto ad una prima parte di gara nel corso della quale il campione iridato era stato lentissimo.

Ducati senza alette

Sempre in tema di sicurezza, va poi messa in rilievo la sconfitta riportata dalla Ducati nella battaglia tesa a mantenere le cosiddette alette, ovvero le appendici aerodinamiche posizionate all’altezza della carena.
La Commission Grand Prix, riunitasi ad Assen, ha infatti deciso di vietarle nella MotoGP a partire dal 2017, dando così un forte colpo alla scuderia di Borgo Panigale. Proprio la Ducati, infatti, aveva adottato questa soluzione all’inizio della stagione, costringendo le altre scuderie ad adeguarsi. Il piccolo gap scavato con questo accorgimento è stato però annullato dalla commissione, che ha voluto adeguare il regolamento della MotoGP a quello già in vigore nelle classi minori.
Una decisione adottata proprio per incrementare la sicurezza, che però a Borgo Panigale è stata interpretata come un modo per tarpare le ali alla crescita delle moto emiliane.

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